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Il castello di Villafranca, arroccato su di un contrafforte a picco sul mare, venne costruito dalla Repubblica di
Genova per scopi difensivi e subì periodici danneggiamenti nel corso delle lotte contro i Malaspina. Rinsaldato ed
ampliato verso la metà del Cinquecento , fu nell’ Ottocento proprietà della famiglia di Felice Romani e
successivamente del senatore Luigi Burgo che ne fece una splendida abitazione museo.
Foto 1.Il castello di Villafranca in un dipinto dell' '800
Quasi completamente distrutto
durante l’ultima guerra, il castello fu acquistato dal Comune di Moneglia e, grazie ai fondi CEE, è stato sottoposto
nel 1988 a restauro conservativo e restituito a nuova vita. Circondato da un piccolo parco ricco di essenze mediterranee, è
oggi sede del Centro Studi Felice Romani che si occupa della raccolta di manoscritti, libri, cimeli inerenti la vita e l’opera
del più importante librettista dell’ Ottocento musicale italiano ed europeo, oltre a promuovere iniziative che ne incentivino
la conoscenza e la ricerca.
Foto 2.Centro Studi Felice Romani
Poeta, autore di più di cento libretti d’opera di Bellini, Donizetti, Rossini, Mercadante, Meyerbeer, Verdi ed altri,
Felice Romani nacque a Genova nel 1788 da distinta e nobile famiglia legata a Moneglia da vincoli affettivi e da vari ed
importanti possedimenti. Nel borgo soggiornò lungamente ed ivi morì nel 1865. Conobbe il Foscolo e fu amico di Vincenzo Monti.
Coltissimo, letterato e poeta, lavorò alla Scala come librettista per oltre venti anni. Fu direttore della Gazzetta Piemontese,
curandovi in particolare una rubrica di critica letteraria. La sua fama è legata alle più importanti opere del melodramma
ottocentesco, scritte in collaborazione con i maggiori compositori del tempo.Al Romani si devono tra gli altri i libretti di:
Sonnambula, Norma, Capuleti e Montecchi, Beatrice di Tenda, scritti per Vincenzo Bellini, Anna Bolena ed Elisir d’amore,
scritti per Donizetti.
Foto 3.Scorcio del parco di Villafranca
Foto 4.Scorcio del parco di Villafranca
Giovanni Migliara, pittore di corte, lo ritrasse , nel 1828, in barca nelle acque di Moneglia antistanti il Castello
di Villafranca in compagnia di Vincenzo Bellini, con cui si narra abbia lavorato nel giardino della sua casa monegliese
alla stesura della Norma .Insuperata, per la perfetta fusione tra parola e musica, la sua collaborazione artistica con il
musicista catanese.
Foto 5.Scorcio del parco di Villafranca
Foto 6.Scorcio del parco di Villafranca
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